Hai presente quella sensazione di aver visto un paio di scarpe su un sito e poi ritrovartele “che ti seguono” ovunque su internet, nelle pubblicità di ogni pagina che apri? Ecco, quello è il remarketing. Lungi dall’essere una coincidenza inquietante, è una delle strategie pubblicitarie più efficaci in assoluto, e la cosa bella è che non serve essere una grande azienda per usarla. Vediamo cos’è e come impostarla passo dopo passo.

Cos’è il remarketing e perché funziona

Il remarketing, chiamato anche retargeting, è la pratica di mostrare annunci pubblicitari alle persone che hanno già interagito con la tua azienda: hanno visitato il sito, guardato un prodotto, messo qualcosa nel carrello senza comprare. Invece di rivolgerti a sconosciuti, parli a chi ti conosce già.

Funziona per un motivo molto umano: quasi nessuno compra alla prima visita. Le persone si distraggono, confrontano, rimandano. Il remarketing serve a ricordare loro che esisti nel momento giusto, riportandole indietro quando sono più pronte a decidere. È come un promemoria gentile invece di una vendita a freddo.

Come funziona tecnicamente

Alla base c’è un piccolo frammento di codice, spesso chiamato pixel, che installi sul tuo sito. Quando una persona lo visita, il pixel la “segna” in modo anonimo. Da quel momento le piattaforme pubblicitarie — che sia Google, Meta o altre — possono mostrarle i tuoi annunci mentre naviga altrove.

Puoi creare gruppi diversi di persone in base al loro comportamento: chi ha solo visto la home, chi ha guardato un prodotto specifico, chi ha abbandonato il carrello. A ciascun gruppo puoi mostrare un messaggio diverso, più o meno insistente a seconda di quanto era vicino all’acquisto.

Come impostare una campagna passo dopo passo

Il primo passo è installare il pixel sul sito: è un’operazione tecnica ma rapida, che si fa una volta sola. Il secondo è definire il pubblico: decidi a chi vuoi ripresentarti e in quale finestra di tempo (per esempio, chi ha visitato negli ultimi trenta giorni).

Il terzo passo è creare l’annuncio giusto per ogni gruppo. A chi ha abbandonato il carrello puoi ricordare il prodotto lasciato, magari con un piccolo incentivo. A chi ha solo dato un’occhiata puoi raccontare meglio perché scegliere te. Il quarto passo è impostare un budget e monitorare i risultati, aggiustando il tiro in base a cosa funziona.

Gli errori da evitare

Il rischio numero uno è diventare assillanti. Mostrare lo stesso annuncio cento volte alla stessa persona genera fastidio, non vendite. Imposta sempre un limite di quante volte un annuncio può apparire e cambia i messaggi ogni tanto. Un altro errore è non escludere chi ha già comprato: continuare a inseguire un cliente con la pubblicità di un prodotto che ha appena acquistato è spreco di budget e di credibilità.

Infine, ricorda la trasparenza: le persone hanno diritto a una navigazione rispettosa e alla privacy. Un remarketing fatto bene è utile e discreto, non invadente.

Un piccolo investimento con grande resa

Il remarketing è tra le forme di pubblicità con il miglior rapporto tra spesa e risultati, proprio perché si rivolge a persone già interessate. Con budget contenuti si possono recuperare vendite che altrimenti sarebbero andate perse. Per una piccola impresa è spesso il punto di partenza ideale per fare pubblicità online in modo intelligente.

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