Per anni ChatGPT è stato uno spazio pulito, senza pubblicità. Quella stagione è finita. OpenAI ha aperto la strada agli annunci dentro ChatGPT e nel corso del 2026 ha costruito un vero e proprio sistema pubblicitario, con tanto di Ads Manager self-service. Per chi fa marketing è una novità che vale la pena capire subito, perché apre un canale del tutto nuovo con centinaia di milioni di utenti che ogni settimana usano l’AI per informarsi e decidere cosa comprare.
Cosa è successo e con che tempi
La pubblicità dentro ChatGPT è partita nei primi mesi del 2026 e si è poi evoluta rapidamente. Il passaggio più importante per le piccole e medie imprese è arrivato con l’apertura dell’acquisto self-service tramite Ads Manager, l’aggiunta del modello a costo per clic (CPC) accanto a quello a costo per mille impression (CPM), e l’arrivo di strumenti di misurazione come il pixel di tracciamento e la Conversions API. Tradotto: oggi non serve più essere un colosso con budget enormi per provare questo canale.
Come funzionano davvero gli annunci su ChatGPT
Il meccanismo è diverso dalla pubblicità a cui siamo abituati. Quando un utente ha una conversazione con intento commerciale, per esempio sta cercando un CRM, confrontando delle scarpe da corsa o organizzando un viaggio, ChatGPT può mostrare un suggerimento sponsorizzato chiaramente etichettato accanto alla risposta normale. Il sistema non si basa sul tracciamento del comportamento passato, ma su un motore contestuale che aggancia l’annuncio in tempo reale al significato della richiesta. Gli spazi comprendono i risultati sponsorizzati nella ricerca e gli annunci conversazionali dentro il flusso della chat, presentati in riquadri ben distinti che, dichiara OpenAI, non influenzano la risposta vera e propria.
Chi vede gli annunci e quanto costano
Al momento la pubblicità è riservata agli utenti del piano gratuito, mentre chi paga Plus, Team o Enterprise resta senza annunci. Sul fronte costi, il modello a clic è partito con un’offerta consigliata di pochi dollari a clic, una soglia accessibile che rende possibili test reali anche a chi ha budget contenuti. Il dettaglio che cambia le regole del gioco per le PMI è che la vecchia soglia minima di spesa da decine di migliaia di dollari, prevista nella fase pilota, è stata rimossa per la beta self-service.
Cosa dovrebbe fare adesso chi fa marketing
Il primo consiglio è non farsi prendere dalla fretta di “esserci a tutti i costi”, ma studiare il canale con un piccolo budget di prova. La logica contestuale premia chi sa intercettare l’intento: servono messaggi chiari, offerte concrete e una landing page pronta a convertire chi arriva incuriosito. Il secondo consiglio è misurare fin dall’inizio, installando il pixel e collegando le conversioni, perché senza dati non capirai mai se il canale funziona per te. Il terzo è ragionare in ottica di sistema: gli annunci su ChatGPT hanno senso se si integrano con il resto della tua presenza digitale, non se vivono isolati.
Un cambiamento più grande di quanto sembri
La comparsa della pubblicità dentro l’AI conversazionale segna un punto di svolta: le persone cercano prodotti e soluzioni parlando con un assistente, non più solo digitando parole chiave su un motore. Chi si farà trovare in questi nuovi spazi, con contenuti e offerte pensati per quel contesto, avrà un vantaggio competitivo importante nei prossimi mesi.
Vuoi sfruttare i nuovi canali pubblicitari basati sull’AI senza sprecare budget in tentativi a vuoto? In Colibrì Marketing Agency costruiamo campagne che intercettano davvero i clienti giusti, e con Digital Strategy Borzì definiamo la strategia digitale che tiene tutto insieme. Prenota una call gratuita e mettiamo a punto il tuo piano.


