C’è una notizia che sta facendo discutere tutto il mondo della pubblicità digitale: OpenAI ha deciso di allargare in modo deciso la sua offerta pubblicitaria dentro ChatGPT. Fino a poco tempo fa parlavamo di semplici annunci testuali e di qualche formato con immagine, roba ancora sperimentale. Ora invece il piano è molto più ambizioso: arrivano gli annunci video, quelli conversazionali, i formati nativi e persino le esperienze interattive. In pratica, la pubblicità entra dentro la conversazione con l’AI e cambia forma.
Cosa ha annunciato davvero OpenAI
Il punto centrale è che OpenAI non vuole più limitarsi al classico banner testuale. L’obiettivo è costruire un vero e proprio ecosistema pubblicitario multiformato: annunci che si possono guardare come un video, annunci con cui puoi “chiacchierare” per avere più informazioni, e unità che si integrano in modo naturale dentro le risposte del chatbot. In parallelo, la sperimentazione degli annunci dentro ChatGPT è stata estesa a nuovi mercati come Regno Unito, Messico, Brasile, Giappone e Corea del Sud. Non è più un test chiuso a pochi: sta diventando qualcosa di globale.
I numeri che spiegano perché è una svolta
Un dato aiuta a capire la portata della cosa: secondo Criteo, uno dei partner ad-tech coinvolti, ci sono già oltre 2.000 brand che stanno girando campagne dentro ChatGPT attraverso la sua piattaforma. Duemila aziende non sono un esperimento da laboratorio, sono un mercato che si sta formando sotto i nostri occhi. E OpenAI sta anche testando le cosiddette unità “multi-advertiser”, cioè placement che raggruppano più annunci pertinenti in un unico spazio, un po’ come succede oggi nei risultati di ricerca. Chi lavora nel marketing sa cosa significa: un nuovo canale dove intercettare le persone proprio nel momento in cui stanno cercando risposte.
Perché conta per chi fa ADV
Se ci pensi, la logica è potentissima. Quando una persona chiede a ChatGPT “qual è il miglior gestionale per la mia attività?” oppure “come organizzo un evento aziendale?”, si trova in un momento di intenzione altissima. Non sta scrollando distratto sui social: sta cercando una soluzione, adesso. Un annuncio ben fatto, conversazionale, che risponde a quella esigenza specifica, ha un potenziale di conversione enorme. È lo stesso motivo per cui la pubblicità sulla ricerca di Google ha sempre funzionato bene, ma qui con un livello di contesto e personalizzazione molto più profondo.
Come prepararsi da subito
Non serve aspettare che questi formati arrivino ufficialmente in Italia per farsi trovare pronti. La cosa più intelligente da fare oggi è iniziare a ragionare su come il tuo brand “risponde” alle domande dei clienti. Quali sono le esigenze reali a cui la tua azienda dà una soluzione? Con che tono comunichi? Che tipo di contenuto video sai produrre? Chi arriva preparato a questa nuova ondata pubblicitaria avrà un vantaggio competitivo notevole, perché potrà sperimentare mentre gli altri ancora capiscono cosa sta succedendo. La pubblicità dentro l’AI non è fantascienza: è il prossimo terreno di gioco.
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