Ogni anno il Google Marketing Live è un po’ come la sfilata della moda per chi fa pubblicità online: si capisce dove sta andando il vento per i dodici mesi successivi. E l’edizione 2026 ha mandato un messaggio chiarissimo: l’intelligenza artificiale, e in particolare Gemini, non è più un assistente di contorno. È diventata il cuore di come funzionano gli annunci.

Gli annunci entrano dentro le risposte AI

La novità più grossa è che la pubblicità non vive più solo sopra o sotto i risultati di ricerca. Ora compare anche dentro le risposte generate dall’AI, quelle che Google mostra quando fai una domanda e ricevi un riassunto invece della classica lista di link. In pratica, quando un utente chiede «qual è il miglior gestionale per la mia attività?», tra le indicazioni dell’AI possono comparire offerte pertinenti. Per chi fa advertising significa nuovi spazi, ma anche nuove regole da imparare.

Strumenti creativi che lavorano per te

Google ha presentato una serie di strumenti che usano l’AI per generare creatività quasi da soli. C’è chi ti aiuta a scrivere i testi degli annunci, chi costruisce varianti di immagini partendo dal tuo materiale, chi prepara una bozza completa di campagna a partire da poche indicazioni. L’idea di fondo è semplice: ridurre il tempo che serve per partire e lasciare all’inserzionista la parte strategica.

Suona benissimo, ma c’è un «ma». Più lasci decidere all’automazione, più rischi di perdere il controllo su dove finiscono i tuoi soldi e su che immagine dai del tuo brand. Gli strumenti automatici sono ottimi acceleratori, pessimi piloti automatici da abbandonare a se stessi.

Perché il budget va gestito con più testa di prima

Quando l’AI distribuisce la spesa su decine di formati e posizionamenti diversi, capire cosa funziona davvero diventa più complicato. Il rischio è ritrovarsi con campagne che «girano» ma non si sa bene perché, e con risultati difficili da leggere. La soluzione non è rinunciare all’AI, ma definire obiettivi chiari, presidiare i dati e intervenire dove l’automazione sbaglia mira.

Il mercato cresce, la concorrenza pure

Il contesto aiuta a capire la posta in gioco: l’internet advertising in Italia vale ormai diversi miliardi di euro ed è in costante crescita. Questo vuol dire più opportunità, ma anche più aziende che si contendono l’attenzione delle stesse persone. Chi sa usare bene i nuovi strumenti AI parte avvantaggiato; chi resta fermo alle strategie di tre anni fa rischia di pagare di più per ottenere di meno.

Cosa fare adesso

Il consiglio è pratico: sperimenta i nuovi formati con un budget controllato, tieni d’occhio i numeri reali e non delegare all’AI le decisioni che riguardano il posizionamento e l’identità del tuo brand. L’intelligenza artificiale è uno strumento potentissimo, ma funziona solo se qualcuno con le idee chiare la guida.

Gestire le campagne nell’era di Gemini richiede metodo, non improvvisazione. Con Colibrì Marketing Agency e Digital Strategy Borzì mettiamo a punto campagne che sfruttano l’AI senza farti perdere il controllo del budget. Prenota una call gratuita e parliamone.