Quante persone arrivano sul tuo sito da ChatGPT, Gemini o Claude? Fino a ieri rispondere era quasi impossibile: quel traffico finiva mescolato tra referral e “direct”, invisibile. Ora Google Analytics 4 ha introdotto un canale dedicato, chiamato AI Assistant, che isola le visite in arrivo dai chatbot AI. Per chi fa marketing è una piccola rivoluzione: per la prima volta puoi misurare quanto le AI parlano di te.
Cosa è cambiato in GA4
Google ha aggiornato il Default Channel Group di GA4 aggiungendo il canale “AI Assistant”: il traffico proveniente dai principali assistenti AI riconosciuti — ChatGPT, Gemini, Claude, Perplexity e simili — compare ora come sorgente di acquisizione distinta nei report standard, senza bisogno di configurazioni personalizzate o segmenti fatti in casa. Prima serviva costruire regex sui referral; adesso il dato è lì, pronto.
Perché è una notizia importante
Sempre più persone scoprono prodotti, servizi e aziende chiedendo direttamente alle AI invece di cercare su Google. Questo traffico esiste, cresce, e spesso converte bene: chi arriva sul tuo sito dopo che un’AI ti ha consigliato è già “pre-qualificato”. Il problema era che nessuno riusciva a quantificarlo. Con il nuovo canale puoi finalmente rispondere a domande concrete: quante visite arrivano dalle AI? Quali pagine atterrano? Convertono più o meno del traffico organico?
Attenzione: non misura tutto
C’è un limite importante da conoscere: il canale AI Assistant non include il traffico da AI Overviews e AI Mode di Google. I clic da quegli ambienti restano conteggiati come Organic Search, perché nascono dentro l’ecosistema di ricerca di Google e non da chatbot esterni. Quindi il dato che vedi è una parte del fenomeno, non il quadro completo: la visibilità dentro le risposte AI di Google resta ancora in gran parte invisibile nei report.
Cosa fare da subito
Primo: apri GA4, vai nei report di acquisizione e controlla se il canale AI Assistant è già popolato — potresti scoprire che le AI ti stanno già mandando visite. Secondo: confronta il comportamento di questo traffico con gli altri canali (durata, conversioni, pagine viste). Terzo: se il numero è basso o zero, chiediti perché le AI non ti citano: contenuti poco chiari, sito poco autorevole, informazioni difficili da estrarre. È qui che entra in gioco la GEO, la “generative engine optimization”: farsi trovare e citare dalle AI è il nuovo SEO.
Il traffico del futuro si misura oggi
Il canale AI Assistant di GA4 è il segnale che il traffico dalle AI non è più una curiosità ma un canale di acquisizione vero, da misurare e ottimizzare come gli altri. Le PMI che iniziano ora a monitorarlo — e a lavorare per comparire nelle risposte delle AI — si costruiscono un vantaggio che tra un anno varrà moltissimo.
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