Google continua a spingere sull’acceleratore dell’intelligenza artificiale, e questa volta tocca il cuore del suo business: la pubblicità nella ricerca. Nelle ultime settimane il colosso di Mountain View ha annunciato una serie di potenziamenti agli annunci dentro l’esperienza di ricerca basata su AI, insieme a novità come il “carrello intelligente” e nuovi strumenti pensati per aiutare le aziende a vendere. Se fai marketing o gestisci campagne, sono cambiamenti che vale la pena capire subito.

Annunci sempre più personalizzati nella ricerca

La direzione è chiara: ogni persona vedrà annunci costruiti in modo più personale, capaci di raggiungerla nel momento in cui è più vicina a prendere una decisione d’acquisto. Google sta integrando Gemini, il suo modello di AI, direttamente dentro Google Ads, dando agli inserzionisti capacità di campagna più avanzate. In pratica l’obiettivo è passare da annunci “uguali per tutti” ad annunci che si adattano al contesto specifico di chi sta cercando, con un livello di personalizzazione che prima non era possibile.

Il carrello intelligente cambia il percorso d’acquisto

Una delle novità più interessanti è il carrello intelligente. L’idea è che tu possa aggiungere articoli mentre usi i vari prodotti Google — la ricerca, un video su YouTube, un’email su Gmail — in un sistema interattivo che ti aiuta perfino a ragionare su cosa stai comprando. Il percorso d’acquisto smette di essere una linea retta “cerco, clicco, compro” e diventa qualcosa di fluido, distribuito tra i diversi touchpoint dell’ecosistema Google. Per chi vende online, significa ripensare a come e dove intercettare il cliente lungo tutto il suo viaggio.

Cosa significa il boom dello zero-click

C’è un dato che fa da sfondo a tutto questo: si stima che circa il 68% delle ricerche su Google si concluda ormai senza un clic verso un sito esterno. Le persone trovano la risposta direttamente nella pagina dei risultati o dentro le risposte generate dall’AI, e si formano un’opinione prima ancora di visitare il sito di un brand. È un cambiamento enorme per chi ha sempre puntato tutto sul traffico organico. Significa che devi presidiare lo spazio dove le decisioni si formano davvero: le risposte AI, gli annunci contestuali, i contenuti che l’intelligenza artificiale cita come fonte.

Come adattare la tua strategia

Di fronte a questi cambiamenti, restare fermi è la scelta peggiore. La cosa da fare è muoversi su due binari. Da un lato, sfruttare i nuovi strumenti pubblicitari di Google per farsi trovare nel momento decisivo, testando le campagne potenziate da Gemini. Dall’altro, lavorare sulla qualità e sull’autorevolezza dei contenuti, così che l’AI ti scelga come fonte quando genera le risposte. Non è più solo questione di posizionarsi bene: è questione di essere rilevanti dentro un ecosistema dove l’intelligenza artificiale fa sempre più da filtro tra te e il cliente.

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