C’è una notizia che ogni imprenditore con un sito dovrebbe leggere con attenzione, anche se non ama la parola “SEO”. Nel secondo trimestre del 2026 il traffico che i siti ricevevano dai motori di ricerca è crollato: l’inventario pubblicitario degli editori è calato di circa un terzo, in alcuni casi fino ai due quinti, rispetto all’anno prima. Il motivo ha un nome preciso: le ricerche a “zero click” e la nuova AI Mode di Google, che risponde direttamente all’utente senza mandarlo sul tuo sito.

Cos’è la ricerca “zero-click”

Fino a ieri il meccanismo era semplice: la persona cercava su Google, cliccava sul tuo sito, atterrava tra i tuoi contenuti. Oggi sempre più spesso l’utente ottiene la risposta direttamente nella pagina dei risultati, generata dall’intelligenza artificiale, e non clicca su nulla. Ecco perché si chiama “zero-click”. Il risultato è che molte aziende vedono le stesse posizioni di sempre ma con molte meno visite reali. Il traffico organico gratuito su cui tanti hanno costruito il proprio marketing si sta assottigliando.

L’AI Mode mostra annunci su una ricerca su tre

C’è di più, e riguarda direttamente chi fa pubblicità. La AI Mode di Google ora restituisce un annuncio di testo su quasi una ricerca commerciale su tre. Il punto delicato, però, è un altro: pagare per quell’annuncio non garantisce che il tuo sito venga citato nella risposta generata dall’AI. In altre parole, lo spazio dei risultati si sta riorganizzando attorno all’intelligenza artificiale, e le vecchie regole del “sono primo su Google quindi ricevo visite” non funzionano più come prima.

Perché questo può essere un’opportunità

Sembra tutto negativo, ma non lo è. Quando le regole cambiano, chi si adatta per primo guadagna terreno mentre gli altri restano fermi a lamentarsi. Il traffico non sparisce: si sposta e cambia forma. Le persone continuano a cercare, comprare, informarsi. Cambia solo il modo in cui trovano le risposte. Chi impara a farsi citare dagli assistenti AI, a diversificare i canali e a non dipendere solo dal traffico organico gratuito costruisce una presenza molto più solida di prima.

Cosa fare concretamente

La ricetta è smettere di mettere tutte le uova nel paniere del posizionamento organico. Significa lavorare sulla capacità di essere riconosciuti e citati dalle AI, presidiare i social, costruire una lista di contatti tua che nessun algoritmo può toglierti, e usare la pubblicità in modo mirato. È un lavoro di strategia, non di trucchetti. E chi lo imposta bene oggi si ritroverà avvantaggiato quando il resto del mercato capirà cosa sta succedendo.

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